Il potere delle Credenze

15-07-2013

Le Credenze o Convinzioni sono i nostri filtri per l’interpretazione della realtà, sono le vie della nostra mappa mentale o più chiaramente rappresentano la sensazione di assoluta certezza riguardo qualcosa. Esse guidano la nostra vita e purtroppo spesso la persona non ne è consapevole, il problema è che ci sono credenze limitanti e credenze potenzianti e quelle limitanti purtroppo remano contro quelli che sono i nostri desideri e obiettivi di vita che consapevolmente ci poniamo.
Queste credenze, che sono appunto alla base della nostra visione della vita, non sempre però provengono da noi stessi, possono venirci da idee e condizionamenti messi in atto dalla famiglia oppure dalla società in cui siamo vissuti oppure da nostre interpretazioni “soggettive” di avvenimenti, interpretazioni spesso “falsate” da stati emotivi alterati.
Per avere il controllo della nostra vita – per prendere per così dire il timone della nostra navicella- dovremmo quindi in primo luogo capire quali sono queste credenze- e ce ne sono per ogni ambito della nostra vita- , vedere se sono potenzianti o depotenzianti , se ci hanno fatto bene o male ,se ci hanno fatto progredire o meno, capire poi se le condividiamo veramente o se ci sono state imposte e poi decidere quali lasciare e quali cambiare.
Come sempre la consapevolezza e la conoscenza sono alla base di ogni nostro progresso verso una vita più bella e felice e c’è poi bisogno del coraggio e dell’azione senza i quali non ci può essere davvero nessun vero cambiamento e miglioramento.

Dopo essere venuta a conoscenza di questi concetti tramite dei libri di alcuni importanti formatori italiani e americani che hanno studiato e applicato i principi della PNL e dei corsi che ho
frequentato ,l’ultimo proprio riguardante la PNL pratica “Practitionner”, devo dire che vedo costantemente attorno a me dei comportamenti che evidenziano i concetti che ho indicato sopra.
Spesso poi le persone quando non riescono a raggiungere dei loro obiettivi- perchè frenati da
credenze limitanti, dicono a stessi “..non faceva per me..”, “..non lo volevo veramente..” e così la scusa migliore è METTERE IN DUBBIO L’OBIETTIVO.

C’è poi il pensiero costantemente negativo e pessimista e così come dice Richard Bandler – uno dei padri della PNL :
“La maggior parte delle persone pianifica il peggio. Pensa a quello che potrebbe andare storto e poi lo applica alla perfezione”

Penso davvero che una maggiore conoscenza di se stessi e certe moderne acquisizioni – come quelle messe in evidenza dalla PNL – che permettono agli uomini una maggiore consapevolezza, andrebbero insegnate a scuola e probabilmente così ci sarebbero in giro più persone contente
al timone della loro vita.

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